Colesterolo alto

Avere il colesterolo alto è uno degli incubi e dei problemi più diffusi nella nostra società occidentale.

In realtà purtroppo c’è molta disinformazione dovuta a informazioni poco chiare o distorte che si sono diffuse portando con sé anche molti pregiudizi e falsi miti.

Quando qualcuno dice che ha il colesterolo alto, intende di solito che ha il livello di colesterolo (o colesterolemia) totale che supera i 200.
Secondo le raccomandazioni dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) il colesterolo totale dovrebbe sempre essere inferiore a 200 (addirittura poi questo valore è stato poi anche abbassato a 180, anche se il valore di riferimento in genere resta 200).

Il cosiddetto colesterolo alto è infatti considerato uno dei più importanti fattori di rischio di mortalità per malattie cardiovascolari (infarto del miocardio e ictus ischemico) dovute ad aterosclerosi.
In realtà il colesterolo alto è connesso a migliaia di processi metabolici che si influenzano a vicenda e molto studi hanno dimostrato che non si riduce la mortalità solo abbassando il colesterolo. Ci sono molti altri fattori di rischio importanti, quali fumo, sedentarietà, obesità, ipertensione.

Ecco quindi che per sapere se si ha veramente il “colesterolo alto” cioè se si è veramente a rischio per eventuali malattie cardiovascolari bisogna calcolare l’IRC, l’Indice di Rischio Cardiovascolare. Come si calcola?

  • IRC = colesterolo totale / HDL

Il rapporto tra colesterolo totale e HDL (il cosiddetto “colesterolo buono”) dovrebbe essere sempre:

  • per gli uomini: inferiore a 5
  • per le donne: inferiore a 4,5

Ciò che bisognerebbe sapere, ma di cui quasi mai si parla, è che anche un colesterolo troppo basso ha delle conseguenze negative per la salute: può provocare ictus cerebrali e polmonari, malattie infettive e degenerative.

In tutto questo discorso è molto importante capire il ruolo di LDL (il colesterolo “cattivo”) e di HDL (il colesterolo “buono”).