Colesterolo buono

Quello che viene comunemente chiamato colesterolo buono sono in realtà le HDL ovvero le lipoproteine ad alta densità. Esse costituiscono insieme alle VLDL (le lipoproteine a bassissima densità) e le LDL (lipoproteine a bassa densità) le componenti principali del colesterolo totale dell’organismo umano.

Le HDL vengono chiamate colesterolo buono perché hanno la capacità di rimuovere l’eccesso di colesterolo depositato in placche sulle arterie, rimandandolo al fegato, dove poi appunto viene trasformato in sostanze (quali ad esempio la bile) che hanno una funzione positiva per l’organismo.

Il valore di HDL è di solito molto basso nelle persone sedentarie e si eleva invece nelle persone che svolgono attività fisica aerobica intensa.
È chiaro che all’aumentare del colesterolo buono aumenta anche il colesterolo totale. Non è questo valore totale che deve spaventare, perché il valore che ha veramente importanza per calcolare il fattore di rischio cardiovascolare è il rapporto tra colesterolo totale e HDL.

IRC (indice di rischio cardiovascolare) = colesterolo totale / HDL

Questo rapporto deve essere:

  • per gli uomini inferiore a 5
  • per le donne inferiore a 4,5

Esempio

Un uomo con colesterolo totale a 220 (quindi di valore superiore a quanto raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità) e HDL pari a 70 ha un basso fattore di rischio:

  • 220 / 70 = 3,14